UN GOVERNO PRESO IN OSTAGGIO “DALL’ANNUNCITE”

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UN GOVERNO PRESO IN OSTAGGIO “DALL’ANNUNCITE”

Ci siamo, come prevedibile a poche settimane dal voto per il referendum del 4 Dicembre il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ricominciato con la sua tipica raffica di promesse per cercare di ottenere il consenso ai suoi propositi di riforma costituzionale. Si è passati dall’aumento delle pensioni minime alla decontribuzione totale per chi decide di assumere nel Sud Italia. E chissà cos’altro ci aspetta nei prossimi giorni.

“L’annuncite” di questo governo denota la sua debolezza e il suo ridicolo tentativo di comprare il consenso attraverso le promesse. Ma i cittadini ormai sanno perfettamente chi hanno di fronte e sanno anche che è proprio all’esecutivo che bisogna addebitare le conseguenze del Jobs Act, i favoritismi alle banche e alle multinazionali e la costante privatizzazione dei servizi pubblici.

Il 4 Dicembre sarà una data importante per spiegare al presidente del Consiglio che i cittadini italiani vogliono essere molto di più che una X senza intelletto ed opinione; ed è per questo che voteranno in massa NO.

Le farse montate ad arte sulla riduzione dei costi della politica; sulla maggiore capacità decisionale del Parlamento e sull’esigenza di superare il bicameralismo perfetto, stanno pian piano crollando su se stesse e il 5 Dicembre, dopo il voto, l’esecutivo si ritroverà solo a dover spiegare come mai un governo che non è stato nemmeno eletto guida un Paese che non lo vuole.

L’imponente macchina mediatica orchestrata per convincere gli italiani fallirà insieme a tutti coloro che hanno sapientemente organizzato un’informazione di parte e, forse mai come in questi anni, terribilmente appiattita sulle posizioni governative.

Noi, come la maggioranza dei cittadini, non vediamo l’ora di andare a votare; non solo per riprenderci un diritto che in questi anni ci è stato più volte negato, ma anche per dire chiaramente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che l’Italia che vogliamo è ben altra cosa.

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