SE È VERO CHE LA POLITICA È MOVIMENTO, ALLORA È TEMPO DI PRENDERE LA BICI

Pubblicato il - La buona politica

SE È VERO CHE LA POLITICA È MOVIMENTO, ALLORA È TEMPO DI PRENDERE LA BICI

In tutta Italia, ovviamente con le dovute differenze, c’è il gigantesco problema della mobilità, dei pochi mezzi di trasporto a disposizione e del tempo infinito da passare nel traffico. La soluzione a tutto questo però c’è, e non è quella di cambiare paese, città o provincia, ma quella di aprire la cantina e di rispolverare l’amica di un tempo, quella che, quando la guardammo per la prima volta, ci apparve impossibile da “domare”.

La bicicletta è forse una delle idee più geniali mai avute dall’uomo (fu inventata a Parigi a metà del 1800). Eppure è spesso vista come un oggetto “domenicale” e da far impolverare per l’appunto. Ma non tutti ragionano in questo modo e per fortuna c’è chi, nella politica, ha anche l’intelligenza di capire il grande potenziale che si nasconde dietro una bicicletta.

Berlino per esempio è una città che si muove quasi interamente sul trasporto pubblico, ma il 13% sceglie di usare la propria bici per andare a lavorare, a studiare, a incontrare i propri amici o a giocare a pallone.

I tedeschi non sono però gli unici ad aver compreso il valore della bici. Infatti è nota la mole di esemplari su due ruote che si muove tra le vie di Amsterdam, di Parigi e di New York. Di Roma però no.

In Italia, lo sappiamo, è sempre tutto molto difficile e la politica stessa (nemmeno quella ambientalista) non si batte più intanto per promuovere una mobilità diversa. Eppure le possibilità di liberare le 25milioni di bici rinchiuse negli scantinati e nei garage, ci sarebbe pure.

Fortunatamente la politica non si fa solo in parlamento, ma anche nelle università, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in tanti altri posti. Ed è così che nascono alcune delle tante iniziative per promuovere l’uso delle biciclette. Una di queste è quella legata alla nascita delle “ciclo-officine”. Si tratta di posti nei quali si aggiustano le bici, ma a farlo, ed è qui la differenza, è il suo proprietario guidato da qualcuno di più esperto. Iniziative come queste, del tutto gratuite, sono lodevoli per diverse ragioni: sia perché sviluppano un modello di mobilità alternativo a quello dell’inquinamento dell’aria, sia perché promuovono una relazione umana tra i cittadini.

Prima o poi anche le istituzioni acquisiranno questo modello di pensiero, ma fino ad allora ci piace ricordare che la Buona Politica esiste ancora e che, per quanto mediaticamente meno attraente, conta sul lavoro e sulle passioni di migliaia di persone per bene che, nonostante tutto, non si sono ancora arrese.

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