Nessuno tocchi le radici: un movimento di opinione per promuovere il NO al referendum

Pubblicato il - Comunicati Stampa

Molti cittadini italiani non sono disposti ad assistere in silenzio al tracollo del proprio Paese e sentono l’urgenza di un immediato richiamo alle sue “radici” democratiche sancite dalla Costituzione. E’ proprio per queste ragioni, nonché per lo sciagurato tentativo del governo di modificare l’assetto istituzionale del Bel Paese cancellando gli ultimi spiragli democratici sanciti dalla carta costituzionale, che questo folto gruppo di persone ha scelto di unirsi in un agglomerato di corpi intermedi (formato tra i tanti anche dal Patronato e dal Caf Labor, dall’associazione dei pensionati Over 50 e dall’Euroform) e di incamminarsi verso una lunga e dura battaglia: quella che li condurrà al referendum Costituzionale del prossimo Ottobre.

Con il Sì al quesito referendario, il presidente del Consiglio e il suo esecutivo intendono superare il bicameralismo perfetto; modificare le modalità di utilizzo dei referendum; svincolare il Senato (composto da sole 100 persone) dall’elezione diretta dei cittadini; e più in generale, cancellare gli ultimi spiragli di democrazia salvaguardati con fatica dai continui attacchi istituzionali di questi anni. Ci sono persone che non intendono sottostare inermi a tutto questo e che ancora non si arrendono all’idea del modello “gollista” che si vorrebbe imporre.

In questi mesi ’Radici’ lavorerà sul territorio per informare i cittadini di cosa potrebbe accadere con la vittoria del Si al prossimo referendum costituzionale di Ottobre, e per questi obiettivi non lesinerà alcuno sforzo. Questa battaglia, nonostante qualcuno stia già provando a dipingerla in questi termini, non ha come obiettivo quello di mantenere lo status quo, ma quello di fermare la deriva autoritaria che da diversi anni sta serpeggiando in alcuni ambienti delle istituzioni per sottrarre ai cittadini il poco potere rimasto.

’Radici’ intende fare una campagna di contenuti per spiegare al Paese le ragioni per le quali è necessario votare No al referendum, ma prima ancora intende lavorare costantemente per ricostruire il tessuto sociale italiano e per ridare la parola a chi per troppo tempo è stato costretto al silenzio.

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