Secondo il governo è in questo modo che va gestita la cosa pubblica

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Secondo il governo è in questo modo che va gestita la cosa pubblica

Il governo a guida Matteo Renzi ha evidentemente frainteso il concetto di democrazia. Forse è perché non ha mai avuto il piacere di sperimentare la bellezza di una gestione comunitaria della cosa pubblica, o forse è perché non fa parte del suo Dna, ma quel che è chiaro è che, con la proverbiale arroganza di chi crede di essere l’unico detentore della verità, sta cercando di cancellare secoli di conquiste.

La stessa idea di modificare 47 articoli della Costituzione con un unico quesito (Si o No) è del tutto inappropriata per una democrazia matura ed una società civile. E questo senza nemmeno entrare nel merito di quanto sta accadendo con l’Italicum e di quanto è già accaduto con il Jobs Act e la Buona Scuola.

La verità è che in un paese come il nostro i riferimenti ai quali appigliarsi divengono sempre meno: molte istituzioni sono corrotte o incompetenti; la classe politica è inadeguata e i fatti sono tremendamente lontani dagli annunci. Il baluardo ancora in piedi è uno: la Costituzione; ed è per questo che concentreremo ogni sforzo per impedire che venga mortificata.

Il governo crede che il popolo che ha l’onore di rappresentare sia disinteressato al proprio futuro. E quindi che non gli importi di un Senato ridotto ad una rappresentanza formale gestita da un manipolo di persone (non si sa come); che non sia interessato all’aumento delle firme per indire un referendum o all’accentramento (dopo secoli di battaglie per la delocalizzazione) delle competenze nella mani d’amministrazione nazionale (inefficiente). La verità però è che si sbaglia. Sarà perché non è stato eletto con il voto popolare o perché la politica non ha più piedi nella società. Ma è chiaro che questo esecutivo non conosce i suoi cittadini.

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